
Gian Piero Gasperini - Foto Antonio Fraioli
[the_ad id=”445341″]
[the_ad id=”1132026″]
Daniele Adani dice la sua sulla Superlega, progetto di torneo parallelo alla Uefa istituito da dodici club ma subito naufragato. Lo fa nel corso della Bobo TV su Twitch: “È stato un terremoto di tre giorni, ora è passato. La Superlega è stata spiegata e presentata male, ma allo stesso tempo è chiaro, chiarissimo che bisogna cambiare il calcio. La UEFA e la FIFA non possono sfinire i campioni con troppe partite, perché poi sono i club a pagar loro gli ingaggi. Che giochino o che siano infortunati come Lewandowski che si è perso delle partite importantissime col Bayern a causa della gara contro Andorra in Nazionale. Io faccio un richiamo alla condotta concettuale del calcio: se tu non intervieni per controllare e vigilare, mettendo un tetto alle spese da tutti i punti di vista, non se ne esce“. Per l’ex Inter e attuale opinionista di Sky è necessario programmare: “Per fare calcio serve un progetto e il modello da seguire è sotto gli occhi di tutti già in Italia, l’Atalanta. L’Atalanta per blasone è un cinquantesimo della Juve, ma le arriva davanti in campionato e in Champions. La UEFA e la FIFA avrebbero avuto più volentieri la Juve in Europa, e non vanno biasimati, ma c’è un problema: parliamo di sport e bisogna andare sul campo, giocarsela sempre”.
[the_ad id=”668943″]
[the_ad id=”676180″]